SPIP 1.9

1o luglio 2006: a cinque anni dalla prima versione pubblica è stato rilasciato SPIP 1.9.

È possibile scaricare questa versione all’indirizzo solito, oppure utilizzare il nuovo spip_loader che scarica l’archivio zip direttamente sul vostro server e ne lancia l’installazione.

Di seguito diamo le novità principali rispetto alla precedente versione stabile (SPIP 1.8.3).

1. L’area pubblica

Nuovi modelli predefiniti

I modelli predefiniti sono stati aggiornati e rispettano meglio gli standard W3C e i criteri di accessibilità. La navigazione è stata ristrutturata. I fogli di stile CSS sono stati semplificati per facilitare la personalizzazione della grafica (discussa in questa rubrica).

Questi modelli sono assemblati con delle inclusioni: tre per il menu di navigazione per rubriche, l’intestazione e il piè di pagina, ripetuti in ogni pagina, e altri due per i forum e le firme delle petizioni.

I form di SPIP sono stati anch’essi rinnovati al fine di consentire una migliore accessibilità e facilitarne la personalizzazione grafica, vedi: «Quanto sono belli i miei form!»

Syndication arricchita

I modelli dei flussi di syndication backend passano al formato RSS 2.0. Un’opzione della configurazione del sito permette di precisare se si vuole diffondere tutto il contenuto dei nostri articoli in questo flusso RSS, oppure solo un riassunto. Il flusso di syndication contiene anche informazioni sulla rubrica degli articoli oltre che sulle parole chiave e sui file a loro associati (podcasting). In lettura, qualora il vostro sito SPIP metta in syndication un altro sito che si avvale di flussi arricchiti, esso è in grado di analizzare questi dati aggiuntivi. Leggere l’articolo La syndication dei contenuti.

Nuovi formati per i documenti

Il formato SVG (Scalable Vector Graphics), oramai riconosciuto nativamente da Firefox e Opera, ora è amesso come nuovo tipo di documento integrabile nel testo (grazie alla scorciatoia <emb1>). Poiché questo formato può contenere javascript, il suo caricamento è messo in sicurezza nel seguente modo:
-  in caso di caricamento da parte di un semplice redattore, SPIP elimina dal documento tutto il codice javascript e tutti gli eventuali riferimenti a file javascript;
-  in caso di caricamento da parte di un amministratore, SPIP accetta il documento così come è.

Sono stati aggiunti anche altri formati: Abiword (abw), Blender (blend), Flash Video (flv), font truetype (ttf), come pure tutti i formati della famiglia “open document” (OpenOffice.org).

Indirizzi delle pagine

I file article.php3 etc., che erano installati alla radice del sito per richiamare il modello article, non sono più necessari e sono quindi stati eliminati.

Questi file non appaiono più negli URL predefiniti (che ora si chiamano “url page”) che diventano /spip.php?article12 (per l’articolo numero 12) o ancora /spip.php?page=plan (per la mappa del sito, ad esempio).

Se un modello xxx necessita delle funzioni o di altri elementi supplementari che erano precedentemente poste all’interno di xxx.php3, è possibile spostarli dentro squelettes/xxx_fonctions.php, per esempio per article all’interno di squelettes/article_fonctions.php

Nota bene:
-  è presente un file htaccess.txt per permettere agli utenti (ed ai motori di ricerca) che avevano memorizzato gli indirizzi con la vecchia notazione di ritrovare correttamente le pagine. Per la gran parte dei provider sarà sufficiente rinominare questo file in .htaccess (file invisibile per i sistemi operativi Linux) per attivare tale funzionalità. Inoltre, questo file consente l’utilizzo di ulteriori modalità di gestione degli indirizzi delle pagine (“URL proprie” ecc.).
-  in caso di migrazione da un sito con una versione precedente di SPIP, oppure se l’uso di .htaccess non è consentito, è possibile continuare ad adottare i vecchi file article.php3 e via dicendo alla radice del sito, grazie alla presenza del file fantasma inc-public.php3 — ma attenzione perché questa compatibilità scomparirà nelle prossime versioni di SPIP.
-  la gestione della durata delle pagine in cache (variabile $delais) è ora affidata al segnaposto #CACHE, da inserire direttamente all’interno del modello (la variabile $delais continuerà comunque a funzionare se è presente).

Per selezionare un’altra modalità di gestione degli indirizzi è sempre possibile modificare la variabile $type_urls nel file ecrire/mes_options.php.

File php o php3?

In generale, tutti i file .php3 sono stati rinominati con estensione .php. Tuttavia i vecchi nomi dei file sono ancora utilizzabili in SPIP, in modo da consentire l’utilizzo dei vostri file vecchi personalizzati (mes_fonctions.php3, ecrire/inc_connect.php3 o ecrire/mes_options.php3).

Ma non sarà più così con SPIP 2.0: si provveda, quindi, a rinominare fin d’ora questi tre file.

Compatibilità: SPIP richiede una versione di PHP superiore alla 4.0.8 ed è compatibile con le versioni 5.x. La compatibilità con MySQL 4 e 5 è stata rivista e migliorata.

Filtri grafici

Un’importante collezione di nuovi filtri permette di arricchire le possibilità grafiche del sito pubblico.

Essi impongono la presenza di GD2 sul server.

Alcuni filtri gestiscono il colore (convertire in biano e nero, in seppia, scurire, schiarire...), altri la rotazione, la messa a fuoco, altri applicano effetti di riflessione, di semitrasparenza, altri ancora applicano “maschere” di trasparenza, ecc.

Un articolo presenta l’insieme di questi nuovi filtri di trattamento grafico.

Il filtro |couleur_extraire permette di estrarre un colore da un’immagine (logo, documento allegato...) per applicarla ad altri elementi della pagina (riquadri di colori, stili CSS, immagine tipografica...). È possibile quindi automatizzare delle variazioni di colori tra le diverse pagine del sito, pur conservando una certa uniformità grafica.

Una serie completa di filtri permette poi di modificare questo colore (schiarire, scurire, ecc.) per creare una palette di colori completa. Un articolo presenta l’uso di questi filtri sui colori delle immagini.

Similmente, il filtro |image_typo permette di creare delle immagini tipografiche, ovvero delle immagini che rappresentano un testo con un font di caratteri disponibile sul server, garantendo una presentazione uniforme su tutti i browser, i quali non devono quindi possedere tutti quel particolare font. Un articolo presenta l’uso completo del filtro image_typo. Oltre alle librerie GD2, questo filtro richiede la presenza sul server di Freetype (che di solito viene installato con GD2).

Miglioramenti del ridimensionamento delle immagini

All’interno della configurazione del sito, al sottomenu “Funzioni avanzate”, è vivamente consigliato di selezionare il metodo GD2 (naturalmente se è disponibile sul server). Il ridimensionamento realizzato con questo metodo è ora molto più preciso: conserva le zone di trasparenza delle immagini GIF e PNG.

Il filtro |reduire_image diventa image_reduire (tutti i filtri per il trattamento delle immagini cominciano ora con image_). La vecchia notazione è tutt’ora disponibile.

Un nuovo filtro, |image_reduire_par riduce le dimensioni di un’immagine secondo un fattore specificato (ad esempio: |image_reduire_par{2} riduce le dimensioni dell’immagine di un fattore 2).

Nuovi segnaposti

  • #CACHE. I $delais delle pagine possono essere ora inseriti nei modelli stessi, con #CACHE{durata} (N.B.: è possibile indicare, come prima, un’espressione del tipo 24*3600). Questo nuovo segnaposto ha il vantaggio ulteriore di inserire nella pagina un’intestazione HTTP che istruisce il browser di non ricaricare la pagina per tutto l’intervallo di tempo specificato.
  • #HTTP_HEADER permette di definire le intestazioni HTTP delle pagine. Esempio #HTTP_HEADER{Content-Type: text/css}. IMPORTANTE: l’utilizzo di questo segnaposto provoca l’eliminazione da parte di SPIP dei pulsanti di amministrazione: ciò sostituisce quindi la vecchia variabile globale $flag_preserver, che verrà abbandonata nella versione SPIP 2.0.
  • #CHEMIN{file} (migliora #DOSSIER_SQUELETTE). #CHEMIN{xxx} darà il percorso completo verso il file xxx, sia che esso si trovi alla radice del sito, nella cartella dei modelli, in quella dist/ ecc.
  • #DESCRIPTIF_SITE_SPIP restituisce, come indica il nome, la descrizione del sito che si specifica nella pagina di configurazione generale del sito. Utile per i tag META.
  • Modifica di #LOGO_SITE_SPIP: ora distinto dal logo di default delle rubriche (rubon0.jpg), #LOGO_SITE_SPIP restituisce ora il logo del sito (siteon0.jpg). Il logo del sito viene aggiunto, al pari del titolo e della descrizione del sito, nella pagina di configurazione generale del sito.
  • Siti in syndication: introduzione dei segnaposti #SOURCE e #URL_SOURCE che consentono di mostrare rispettivamente il nome e l’indirizzo del sito originale da cui proviene un flusso RSS. All’interno del contenuto in syndication, il segnaposto #TAGS mostra sotto forma di microformat i link verso i documenti allegati, le parole chiave e la rubrica. _Per maggiorni dettagli leggere La syndication dei contenuti.
  • Il segnaposto tecnico #CONFIG permette di visualizzare il valore di un’impostazione immagazzinata nella tabella spip_meta
  • Un altro segnaposto ad uso molto tecnico, #EVAL{} valuterà l’espressione PHP specificata tra parentesi graffe. #EVAL{2*7} darà quindi 14, #EVAL{_DIR_IMG_PACK} darà il percorso verso la cartella ecrire/img_pack/ (da utilizzare con moderazione)
  • È ora disponibile una scrittura semplificata per gli INCLUDE in cui si precisa solo il nome del modello da includere sotto forma <INCLUDE {fond=squelette2} {id_article}>. (Nota: non è stato ancora deciso definitivamente se questa sintassi giungerà a una registrazione «interna» del pezzo qui incluso nel file cache della pagina corrente.)
  • Per quanto riguarda la sicurezza, è ora possibile disattivare totalmente i filtri di sicurezza per un segnaposto applicando allo stesso un doppio asterisco (esempio: [(#TEXTE**)] consente di compilare codice PHP inserito all’interno di un articolo — adottare questa notazione all’interno di un modello vi espone a notevoli rischi di sicurezza).
  • I segnaposti con argomenti, cioè quelli seguiti da una coppia di parentesi graffe, si avvalgono di una notazione più leggera, non dovendo più essere necessariamente racchiusi tra parentesi quadre e tonde: è possibile scrivere #EXPOSE{rosso} al posto di [(#EXPOSE{rosso})].

Paginazione automatica dei cicli

È stato integrato un sistema generico di paginazione dei risultati di un ciclo: esso utilizza il criterio {pagination} (che può prendere come argomento il numero di elementi da visualizzare su una pagina: {pagination 5}) e i segnaposti #PAGINATION e #ANCRE_PAGINATION. I modelli di default hanno abbondanti esempi di paginazione (leggere l’articolo della documentazione Il sistema di paginazione). Si noti che questo sistema è incompatibile con il contrib che ha sviscerato ampiamente tale questione.

Criteri

  • Il criterio {inverse} può prendere come parametro qualsiasi segnaposto per variare dinamicamente il senso di ordinamento. È possibile scrivere: <BOUCLE_esempio(ARTICLES){par #ENV{ordina_per}}{inverse #ENV{senso_ordinamento}}>, il che permette di scegliere la colonna di ordinamento e il senso di ordinamento attraverso l’URL (&senso_ordinamento=1 oppure &senso_ordinamento=0)
  • La possibilità di rendere condizionale un criterio ({lang?}) è stata generalizzata e beneficia ora di una compilazione intelligente, che evita di richiedere dati al database quando questi non sono richiesti.
  • Il criterio {xxx IN 1,2,3} accetta anche matrici di valori passati attraverso l’URL (vedi definizione del criterio IN).

Migliore gestione della cache

Il file cache non dipende più unicamente dall’URL della pagina, ma anche dal nome di dominio, dal valore di $dossier_squelettes come pure dal valore di una variabile globale chiamata $marqueur, che è possibile impostare liberamente. Ciò permette, tra l’altro, di modificare il modello «al volo» pur beneficiando della cache (personalizzazione, funzionalità «var_skel»...).

Inoltre, il file cache non è più compresso se è di piccole dimensioni (< 16 kb) al fine di avere un miglioramento delle prestazioni sui modelli che hanno molte (piccole) inclusioni.

Lingue e caratteri

-  SPIP adesso si installa in maniera predefinita con il set di caratteri «universale» UTF-8. Propone un pulsante, nell’area riservata, per convertire il proprio sito in questo set di caratteri (ma non è affatto obbligatorio).

Per facilitare questa conversione, se i vostri modelli comprendono dei caratteri accentati, essi saranno convertiti «al volo» (al momento della rigenerazione della pagina) nel set di caratteri specificato per il vostro sito.

-  È proposta una nuova lingua: il bosniaco.

-  Un filtro |direction_css permette di «invertire» un file CSS per quelle lingue che si scrivono da destra a sinistra. Se il CSS da invertire si chiama per esempio stile.css, questo filtro utilizza (nel caso in cui la lingua corrente si scrive da destra verso sinistra) un eventuale foglio stile_rtl.css; se questo non esiste, SPIP crea automaticamente un foglio RTL (right to left) sostituendo tutte le stringhe left con right e viceversa (e lo memorizza nella cartella IMG/cache-css/). Si applica prevalentemente al segnaposto #CHEMIN: [(#CHEMIN{style.css}|direction_css)].

2. Area riservata e amministrazione

Introduzione della tecnologia AJAX

L’area riservata integra, in maniera sperimentale (alcune funzionalità non sono attive con Internet Explorer), degli elementi di navigazione AJAX (o meglio AJAH, in quanto gli elementi HTML sono costruiti direttamente dal server). Questi consentono una navigazione più ricca senza dover ricaricare interamente una pagina ad ogni click. Queste forme di navigazione sono essenzialmente destinate ai “grossi” siti (cioè a quei siti con un grande numero di articoli e rubriche).

A partire da un certo numero di rubriche, il menu a tendina che permette di selezionare la rubrica nella quale inserire l’elemento corrente (ad esempio un articolo) si trasforma in un piccolo navigatore diviso in quattro colonne che mostrano la struttura del sito:

Questo piccolo navigatore, oltre a consentire una navigazione più chiara all’interno della struttura del sito, propone anche un suo motore di ricerca.

Gli elenchi di elementi (principalmente articoli) sfruttano AJAX in due modi:
— quando sono presenti molti elementi, la presentazione di 10 in 10 (articoli da 1 a 10, poi da 11 a 20, e così via) avviene senza ricaricare interamente la pagina, solo l’elenco viene aggiornato; il piccolo pulsante “+” in alto a destra consente di mostrare l’elenco completo, anche qui senza dover ricaricare tutta la pagina;
— per gli articoli, quando il sito è multilingua, l’icona del “microfono” che segnala il multilinguismo consente all’elenco di passare ad una modalità di presentazione che permette di seguire lo stato delle traduzioni.

Velocità della visualizzazione delle pagine di redazione

Le pagine della redazione si caricavano molto lentamente con Internet Explorer 6; è stato sviluppato un codice specifico per questo browser che consente di ottenere una velocità di caricamento paragonabile a quella degli altri browser. Che questo non vi impedisca di passare comunque a Firefox!

Inoltre, è stata disattivata anche la compressione delle pagine della redazione per permettere un caricamento più rapido.

Riorganizzazione dello status di amministratore parziale

Questo status presentava alcune incoerenze ed è stato completamente rivisto. Per poter adoperare al meglio la nuova organizzazione di questo status, è preferibile che gli amministratori parziali siano assegnati esclusivamente alle sezioni (le rubriche di primo livello) anche se è possibile assegnare loro altre rubriche.

Gli amministratori parziali ora possono gestire i forum appartenenti alla loro sezione, fare l’upload di documenti via FTP a partire dalla cartella upload/login_amministratore_parziale, avviare un backup XML delle loro rubriche (salvate nella stessa cartella), visualizzare le statistiche. Sull’home page dell’area riservata, un box in alto a destra fornisce i link diretti verso le rubriche amministrate, mentre nella pagina principale di una rubrica, lo stesso box mostra tutti gli amministratori parziali ad essa associati.

Al contrario, le possibilità di amministrazione trasversali alle rubriche (creazione di parole chiave, creazione di account, cancellazione della cache) non sono più accessibili da parte loro (alcune di queste lo erano, più o meno facilmente) in modo che gli amministratori a pieni poteri possano gestire l’evoluzione del sito (evitare parole chiave quasi identiche, conoscere i nuovi redattori).

Miglioramento del sistema di backup

Il sistemo di importazione/esportazione delle tabelle SQL nel formato XML prende ora in considerazione anche le tabelle aggiuntive. Inoltre è più robusto, gestendo propriamente le interruzioni del processo di backup che avvengono quando il database è voluminoso, e mostra lo stato di progressione più spesso.

Il ripristino del database è più veloce, più stabile rispetto ai file di backup (dump) delle vecchie versioni di SPIP. Esso permette di ripristinare direttamente un dump XML effettuato con phpMyAdmin.

Miglioramento dell’indicizzazione del motore di ricerca

Il codice è stato riscritto in maniera generica per prendere in considerazione qualsiasi tabella dichiarata che comprende un campo idx: SPIP può, quindi, indicizzare delle tabelle supplementari, e restituirle normalmente attraverso dei cicli e il criterio {recherche}.

I pesi dei diversi campi nell’indicizzazione delle parole sono parametrizzabili.

Le diverse tabelle di indicizzazione sono fuse in una sola tabella.

Miglioramento del conteggio delle statistiche

Un’analisi più fine dei link entranti permette un conteggio più significativo e non è più necessario stabilire una connessione con il database ad ogni visita, alleggerendo considerevolmente il carico sul server.

Inoltre, la presentazione dei siti referrers propone delle miniature delle home page di questi siti (o comunque per la maggior parte di essi). Il sito predefinito per la creazione delle miniature è Thumbshots.org. È possibile modificare il sito che produce le miniature con una delle seguenti impostazioni:

$source_vignettes = "http://open.thumbshots.org/image.pxf?url=http://";
$source_vignettes = "http://msnsearch.srv.girafa.com/srv/i?s=MSNSEARCH&r=http://";
$source_vignettes = "http://pthumbnails.alexa.com/image_server.cgi?id=www.monsite.net&size=small&url=http://";

3. Interfaccia di programmazione

La riscrittura del codice è stata indirizzata verso l’obiettivo di offrire una interfaccia di programmazione standardizzata. Le informazioni di questa sezione sono fornite al fine di consentire che le molteplici estensioni di SPIP (in particolare quelle disponibili su SPIP-Contrib) possano funzionare su questa nuova versione, anche in caso di installazione condivisa. Tuttavia, queste informazioni non garantiscono la presenza di alcuna funzionalità nelle versioni a venire di SPIP, nel senso che l’interfaccia di programmazione sarà interamente riesaminata.

Riorganizzazione dei file e delle cartelle

Come si è potuto constatare, i file con estensione .php3 sono scomparsi, completando l’abbandono della compatibilità con il PHP3 già avvenuta con SPIP 1.8. Questo cambiamento indispensabile per eliminare una ambiguità nei contenuti si è accompagnata ad una completa riorganizzazione delle cartelle.

La radice del sito non contiene più i file dei modelli e dei fogli di stile, che ora si trovano nella cartella dist, indispensabile e da non cancellare.

La radice ora contiene un unico script spip.php ed il suo alias index.php (un parametro interno permette di mettere ./ al posto di spip.php negli URL: define('_SPIP_SCRIPT', '') ma l’impostazione predefinita è define('_SPIP_SCRIPT', 'spip.php'). Infatti, se si è certi che spip.php esiste e chiama proprio SPIP, non si ha la certezza assoluta che la radice del sito va a chiamare il nostro script (potrebbe essere un semplice index.html con una pagina di accoglienza (splash)).

Gli altri script sono stati spostati in sotto-cartelle della cartella ecrire/ così suddivise:

  • exec/ => gli script che producono le pagine dell’area riservata;
  • action/ => gli script che "agiscono", modificano il database senza restituire una pagina al browser (per esempio, l’upload di un’immagine);
  • base/ => le funzioni che manipolano il database;
  • inc/ => le librerie delle funzioni utilizzate da SPIP.

Override (“surcharge”) dei file standard

Grazie all’organizzazione appena mostrata, è ora possibile modificare il comportamento dello spazio redazionale di SPIP senza modificare i file originali.

Adesso, tutti gli script x dello spazio redazionale sono richiamati da un URL del tipo ecrire/?exec=x. SPIP verifica quindi, per ognuna delle cartelle elencate nella costante SPIP_PATH, se esite un file exec/x.php. Il primo trovato sarà caricato e ne sarà richiamata la funzione exec_x, che deve essere quindi definita. Come ultima opzione, SPIP caricherà il file standard ecrire/exec/x.php che contiene la definizione della funzione predefinita exec_x_dist che verrà richiamata.

Lo stesso comportamento si avrà per le funzioni action_a_dist definite nei file action/a.php.

Si può anche fare l’override delle librerie standard, che sono caricate dalla funzione include_spip e non più da include_ecrire (che è dichiarato obsoleto ma continua a funzionare). Al momento di una chiamata a include_spip('inc/nome'), SPIP ricerca un file omonimo nella sotto-cartella inc delle cartelle definite in SPIP_PATH, che sarà caricato al posto del file standard.

Sarà ora evidente che questa interfaccia consente di aggiungere script e librerie a SPIP senza alcuna modifica ai file originali.

Richiamare gli script attraverso una funzione e non più direttamente, presenta anche il vantaggio di forzare la nomenclatura delle variabili globali, che comporta dei vantaggi in termini di sicurezza.

Questo lavoro ha due risvolti importanti: l’integrazione di un sistema di plug-in, e la possibilità di condividere i file sorgente di SPIP tra più siti.

Plug-in

Introduzione di un sitema di plug-in; nel momento in cui SPIP trova una cartella plugins/ alla radice del sito, nel menu “Configurazione” appare un nuovo sottomenu. Esso porterà ad una pagina che permette di attivare uno ad uno i plugin installati in questa cartella. Per maggiori informazioni, vedere l’articolo Installare i plugin.

Numerosi plugin sono in preparazione; il loro sviluppo si tiene principalmente su SPIP Zone http://zone.spip.org/trac/spip-zone..., e la loro documentazione si potrà trovare sul sito SPIP Contrib.

Condivisione dei file sogente

Una riscrittura importante di tutto il codice di SPIP permette oggi ad una singola installazione di servire più siti contemporaneamente senza dover copiare i file sorgente. Questa funzionalità può risultare molto utile sia a chi utilizza più siti presso un solo provider (con più account MySQL o anche con uno solo grazie ad un diverso prefisso delle tabelle) ma anche ai provider che vogliono offrire SPIP “chiavi in mano” a tutti i loro clienti (per ottimizzare l’accesso ai propri dischi rigidi). Una tale installazione non impedisce la personalizzazione di SPIP per ogni utilizzatore, grazie al sistema di override descritto nella precedente sezione di questo articolo. Tuttavia, è necessario che il provider autorizzi determinate direttive (Alias o RewriteRule) all’interno dei file .htaccess dei propri clienti, oppure che se ne occupi lui stesso inserendole all’interno del file httpd.conf (direttiva VirtualHost).

Rilevamento automatico delle tabelle SQL e dei join

All’interno di un modello contenente <BOUCLE_a(xxx), la tabella xxx può essere una qualsiasi tabella SQL presente nel database del server SQL. SPIP richiederà automaticamente al server SQL di descrivere questa tabella, cosa che permetterà la compilazione del modello, consentendo l’interpretazione di ogni segnaposto #NOME come accesso al campo ‘xxx’.nome, se è presente. Questi stessi campi possono essere utilizzati come criteri dei cicli.

All’interno di un modello contenente BOUCLE_a(tabella tabella1 ... tabellaN), le tabelle supplementari saranno viste come candidate ad un join, che si effettuerà tra i campi omonimi delle stesse. Degli esempi più concreti saranno presentati all’interno della documentazione.

Altri miglioramenti

-  Se la funzione di gestione delle revisione è attivata, è ora possibile ripristinare una versione precedente di un articolo.

-  La barra delle scorciatoie è ora disponibile anche su Safari.

Installazione ed aggiornamento

spip_loader: per l’installazione automatica di SPIP 1.9, è stato creato un nuovo spip_loader.php (/spip-dev/INSTALL/). Esso scaricherà automaticamente lo stesso file zip usato nell’installazione manuale e si occuperà di scompattarlo. Altre novità riguardanti spip_loader: è multilingua, ed è molto facile modificarlo per installare la versione di sviluppo (SVN) invece di quella stabile.

Per l’aggiornamento a partire da una versione precedente di SPIP, è possibile copiare semplicemente tutti i ifle di SPIP 1.9 sulla propria installazione esistente, come prima. Tuttavia, data la profonda riorganizzazione dei file, otterrete una miscela di script vecchi e nuovi poco soddisfacente. Una documentazione più completa spiegherà come procedere ad un aggiornamento più “corretto”: Come migrare su SPIP 1.9.

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Tutte le novità saranno progressivamente integrate all’interno delle pagine di riferimento della documentazione. Degli articoli più dettagliati riguardanti i punti più tecnici sono in corso di preparazione.

In generale abbiamo sempre bisogno di aiuto per migliorare la documentazione di SPIP: non esitate quindi a partecipare alla stesura, alla rilettura, alla correzione e all’organizzazione della stessa.

Un grande grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questa nuova versione segnalando problemi o fornendo idee (sulle liste di discussione o su trac), codice, immagini, documentazione, dando “sostegno” agli utilizzatori, formazione o in qualsiasi altro modo, creando quindi quell’ambiente “caldo” tipico della comunità SPIP.

Autore Cap, Fausto Barbarito Publié le : Mis à jour : 26/10/12

Traductions : عربي, català, Deutsch, English, Español, français, italiano, Türkçe